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Museo

Il 5 maggio 2011, dopo una lunga fase di progettazione e di preparazione, il Museo dell’ITC “G. Sommeiller” di Torino viene inaugurato. A tagliare il simbolico nastro sono due dirigenti scolastici, la prof.sa Catterina Cogno, che di quel museo è stata ideatrice e convinta sostenitrice, e il prof. Raffaele Moretto, il quale ha raccolto e portato a compimento con identico entusiasmo il progetto, consentendo l’apertura del Museo.

Cosa racconta questo spazio museale? Pur nella staticità tipica di tali allestimenti e nella lacunosità del materiale esposto, il Museo del Somme cerca di testimoniare quali strumenti didattici hanno contribuito a formare l’apprendimento tecnico-scientifico degli studenti che, dal tardo Ottocento a oggi, si sono avvicendati nelle aule dell’istituto, sia nella vecchia e originaria sede di via Oporto (oggi corso Matteotti) sia nell’attuale ubicazione di corso Duca degli Abruzzi.

Il sapere in questione è quello veicolato da tre discipline, ossia la fisica, la chimica e, in anni più recenti, l’informatica. In particolare, per quanto concerne le prime due materie, si tratta di quella formazione tecnico-scientifica che doveva costituire, nelle intenzioni del ceto dirigente liberale del secondo Ottocento, un elemento portante dello sviluppo socio-economico del Paese, oltre che della costruzione di un più solido e diffuso sentimento identitario nazionale tra le classi medie del neonato Regno d’Italia [vedi “L’istruzione tecnica in Italia tra metà Ottocento e metà Novecento”]. Proprio nella cornice della crescente importanza della scienza [vedi “I gabinetti scientifici di fine Ottocento”] e dei correlati processi dell’industrializzazione e di un nazionalismo sempre più aggressivo, che assunse il volto controverso dell’imperialismo, s’inquadra la storia dell’istituto e del suo graduale affermarsi all’interno del territorio cittadino, qualificandosi, in età monarchico-fascista, come strumento di mobilità sociale e di un patriottismo talvolta venato da ombre militariste. Ferma restando la sua funzione di elevatore sociale, il Sommeiller assolse, nella successiva epoca repubblicana, un ulteriore compito, ossia quello di luogo di amalgama tra i torinesi e i figli dell’immigrazione meridionale, continuando, così, a recepire le suggestioni problematiche provenienti da una realtà socio-culturale in perpetua metamorfosi; in tal senso, il dirompente ingresso dell’informatica nella quotidianità del mondo globalizzato si è tradotto, sin dalla fine degli anni Settanta, nella creazione di un corso per ragionieri programmatori [vedi “Una breve storia del Somme”]. Proprio per questo stretto intreccio tra sapere scientifico, istruzione scolastica e credo patriottico si è voluto attendere i 150 anni dell’unificazione per inaugurare l’allestimento museale.

Ovviamente, il Museo dell’istituto non può (né lo pretende) far affiorare tali interrelazioni tra la storia del Somme e quella locale, nazionale e, a più ampio raggio, internazionale. Nelle intenzioni dell’ideatrice e delle curatrici delle singole sezioni (la prof.sa Conterno per quanto concerne fisica, la prof.sa Mancianti per la chimica e la prof.sa Accurso per l’informatica) vi era il proposito di non disperdere un patrimonio scolastico ricco, curioso e, in qualche caso, raro, benché, come si è detto, frammentario e lacunoso [vedi “Il Museo del Somme e gli strumenti di fisica, chimica e informatica”]. La raccolta e l’esposizione di tali oggetti rispondono, quindi, a un prioritario scopo conservativo, al quale si vogliono ora aggiungere ulteriori finalità, quali, appunto, quella di superare la possibile “fossilizzazione” degli strumenti giacenti in una bacheca ricostruendo la cornice storico-culturale nella quale furono vivi e attivi oppure quella di valorizzare l’allestimento inserendolo in un network di musei scientifici e/o scolastici, affinché se ne possano cogliere, attraverso uno sguardo d’insieme, tanto le peculiarità quanto i caratteri consimili ad altre istituzioni museali.

Valorizzarne la presenza e renderne maggiormente intelligibile l’esposizione in loco; ecco i due obiettivi di fondo di un intervento che intende muoversi sia nella dimensione virtuale del web sia nello spazio reale e concreto del Museo scolastico.
Buona visita.